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Social Network: entrare in rete, non fa piu’ paura.

I tempi sono oramai maturi. Ovunque se ne parla, quasi tutti lo usano per lavoro o per svago o per semplicemente instaurare un rapporto. I mass media comunicano molto più spesso, i personaggi illustri e famosi che se ne servono per aumentare la mole dei propri fans o come abbiamo visto durante le ultime elezioni americane, per pura propaganda politica. E’ il fenomeno delle “reti sociali o ” (in lingua inglese è entrato oramai di uso comune) la moda del momento che sul web spopola raggiungendo sempre maggior utenti tra gli internauti. Ma come mai tanto successo in così poco tempo e chi sono e come funzionano questi sistemi che alcuni per paura o per disprezzo, definiscono delle “diavolerie tecnologiche” cui stare a debita distanza? La risposta è presto detta. Le reti sociali nascono negli Stati Uniti più o meno a partire dal 2003, con il semplice scopo di sviluppare tramite internet, le relazioni sociali che ognuno di noi tesse nella sua vita quotidiana, in maniera più o meno casuale e negli ambiti più disparati: dall’infanzia alla scuola, dai luoghi di lavoro alle mete di svago, allo scopo di allacciare rapporti con parenti lontani o mai conosciuti, studenti dell’Università, amici distanti e qualsiasi altro cibernauta che entri in contatto con uno dei profili on line. Chiunque può virtualmente materializzarsi davanti al nostro monitor e diventare parte della nostra nuova rete di conoscenze. Basta volerlo e in men che non si dica si riallacciano rapporti virtuali, lontanamente mai realizzabili. Il fenomeno dei gravita attorno a 3 grandi filoni tematici: l’ambito professionale, quello dell’amicizia e delle relazioni amorose. Oggi sono centinaia di milioni gli utenti che utilizzano tali servizi: basti pensare che i contendenti principali Myspace e Facebook toccavano, fino al mese scorso, 115 milioni di iscritti per il primo e quota 132 milioni per il secondo. Ma chi sono i geni che hanno permesso con la loro intuizione che accadesse tutto questo? Per quanto concerne , la rete sociale nata allo scopo di ritrovare vecchi compagni di classe, dobbiamo ringraziare che nel febbraio del 2004, all’epoca giovane diciannovenne e studente presso l’Università americana di Harvard, decise insieme ad altri compagni specializzati in informatica, di sviluppare uno spazio all’interno del quale era possibile riallacciare dei rapporti sociali virtuali tra gli iscritti al servizio. Nessuno avrebbe mai pensato al successo planetario che “Faccia di libro” (così lo chiamano scherzosamente alcuni utenti italiani) avrebbe fatto di lì a poco e soprattutto i guadagni che sarebbero entrati nelle tasche del giovane Zuckerberg. In sintesi: nel 2006 Facebook vede crescere i suoi utenti in maniera sempre più esponenziale e nel 2007 è il primo social network al mondo come volume di traffico e dal luglio 2007 è stabilmente tra i 10 siti più visitati al mondo con un valore economico che si aggira attorno ai 16 miliardi di dollari. Un grandissimo successo simbolo come tanti altri portali web, di quel miracolo finanziario approdato nel settore della “New Economy”. Un “dejà vù” cui abbiamo già assistito con siti come Youtube e Google, a loro volta nati in piccoli garage e poi approdati a Wall Street con profitti di miliardi di dollari. Non c’è che dire: tantissima fortuna ma certamente “idee strepitose al momento giusto”. Un saluto caloroso a tutti e buona navigazione :)

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Scritto da Paolo Garrisi il 4 febbraio 2009. Catalogato sotto Blognotes. Puoi seguire ogni commento a questo post attraverso il RSS 2.0. Ti invito a lasciare un commento e votare il post. Se vuoi condividi questo articolo con Facebook, Twitter e Google +1. Grazie;-)

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