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Google fa anche il telefonino

Definire solo il motore di ricerca numero uno è semplicemente riduttivo. Oramai il colosso di Mountain View è inarrestabile in qualsiasi campo e chissà se fra qualche tempo non vedremo tra gli scaffali dei supermercati, una macedonia di frutta oppure un pacco di pasta targati con la “grande G”. Scherzi a parte la notizia è grossa e farà piacere a chi condivide con me le novità tecnologiche del mondo hi-tech. Il primo -fonino sta arrivando e considerando i servizi offerti su internet da , penso che ne vedremo delle belle. La sfida alle case numero uno dei cellulari è aperta. Leggete questo articolo scritto da Federico Cella su corriere.it e cominciate a sognare ad occhi aperti, voi amanti della tecnologia.

Il colosso Google esce dallo schermo del pc ed è pronto a infilarsi nelle nostre tasche. In senso letterale. Presentato oggi, arriverà dalla settimana prossima anche in Italia l’ Dream, il che nell’immaginario collettivo è conosciuto come il htc_magic_1«Googlefonino». Prodotto dall’azienda taiwanese che per prima ha deciso di sfruttare il sistema operativo , il «» arriva da noi per lanciare il guanto della sfida all’, il telefonino Apple diventato nel giro di pochi mesi uno degli oggetti hi-tech più desiderati.
Commercializzati negli Stati Uniti fin dall’ottobre scorso, i cellulari con a bordo il software «open» sviluppato a Mountain View, sede del motore di ricerca leader della Rete, arrivano da noi in ritardo ma con una doppia proposta. L’Italia sarà infatti tra i primi Paesi al mondo a poter scegliere tra il Dream, il primo cellulare targato Google e che sarà venduto da noi in esclusiva da Tim a 429 euro (costo che andrà da 199 a zero euro se acquistato sottoscrivendo un abbonamento), e il nuovissimo HtcMagic. Più sottile e potente del primo, si contraddistingue dal Dream anche per la mancanza della tastiera a scomparsa. In Italia farà praticamente il suo debutto mondiale, dopo Pasqua, con la doppia firma di Tim e Vodafone a 449 euro (ma anche qui il costo può scendere se si sottoscrive un abbonamento).
Entrambi i telefoni sono stati concepiti seguendo quello che si può definire il «paradigma iPhone». Dotati dunque dei comandi «a tocco», i cellulari della Grande G hanno la possibilità di scaricare direttamente giochi e applicazioni dal neonato Android Market. Sempre collegati a Internet — fondamentale per chi volesse acquistarli è dunque assicurarsi di avere un abbonamento adeguato —, i due modelli sfruttano ovviamente tutti i servizi che hanno reso famosa la casa madre. Dalla visualizzazione dei video di nokia_n97_whiteYoutube all’utilizzo di Google Maps, sia per «navigare» nelle città attraverso Street View, sia — con Latitude — per condividere con parenti e amici la propria posizione geografica.
La scelta di ricalcare le orme di Cupertino non è certo casuale. In un mercato colpito, seppur non duramente, dalla crisi (nell’ultimo quarto del 2008 si è registrato nel comparto un calo del 5% delle vendite), a salvarsi dalle perdite più dure non sono stati solo quelli di Apple — passati in due anni da una quota di mercato pari a zero al 9% nel 2008 —, ma anche quelle marche che per prime hanno capito la rivoluzione che nel campo dei cellulari è stata portata dall’iPhone. E dall’AppStore collegato, il mercato online che in 8 mesi di vita ha venduto 800 milioni di programmi per i 14 milioni di cellulari smerciati nel mondo.
Mentre , sempre leader indiscusso, ha visto scendere la propria quota di mercato al 41% (era oltre il 50), Rim con i suoi nuovi con schermo «touch» e il nascituro mercato AppWorld è salita al secondo posto con una quota pari al 15,5%. Non è un caso quindi che da Helsinki stiano rapidamente correndo ai ripari: già lanciato il primo telefonino finlandese con schermo a tocco — il 5800 Xpress Music —, a maggio andrà online il mercato Ovi e a giugno è attesa in tutto il mondo la commercializzazione dell’N97, la corazzata in cui ripone grandi speranze di riscatto.

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Scritto da Paolo Garrisi il 19 marzo 2009. Catalogato sotto Tecnologia. Puoi seguire ogni commento a questo post attraverso il RSS 2.0. Ti invito a lasciare un commento e votare il post. Se vuoi condividi questo articolo con Facebook, Twitter e Google +1. Grazie;-)

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