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Croce Rossa Italiana: “Contro la sofferenza, in ogni angolo del mondo”

“-Cosa significa essere volontari? Essere volontari significa poche cose. Significa sacrificio, partendo dal tempo che ogni persona dedica all’attività, fino ad arrivare anche alla morte; significa immolarsi per una giusta causa, per cercare di alleviare il più possibile le sofferenze altrui; significa altresì e soprattutto, soddisfazione personale perché volontari si è dentro, nel corpo e nell’animo-“ (ndr). Questo mese la rubrica “Parliamo di…” ci porta a conoscere un pò di più i volontari della Croce Rossa Italiana, eroi silenti di oggi e di ieri. IL FATTO. Si è svolta al Palacongressi di Montesilvano (Pescara), dal 9 al 11 Novembre 2007, la 1° Assemblea Nazionale dei volontari del soccorso. Nella splendida cornice della manifestazione, in una bellissima giornata di sole, c’eravamo anche noi di Italia è…Magazine. Abbiamo intervistato Antonio Bravi, Delegato Nazionale dell’Ufficio Comunicazioni e Informazioni della CRI al quale abbiamo chiesto, lo scopo e il tema principale dell’assemblea.- “Il nostro scopo è duplice” – ci dice -. “Innanzi tutto a livello operativo, abbiamo testato nella prima giornata, la reattività e la prontezza dei nostri 650 volontari intervenuti nella Maxi Esercitazione di Pronto Soccorso ed effettuata a Silvi Marina (Te), con la cooperazione della Polizia di Stato (Nucleo Elicotteri e Soccorsi in mare). Nella seconda giornata, in cui sono presenti circa 1800 delegati nazionali, discuteremo le tematiche riguardanti le attività e le prospettive future. Per finire nella giornata di domani, nomineremo le commissioni che dovranno mettere in pratica per i prossimi tre anni fino alla prossima assemblea nazionale, i nuovi progetti operativi e discutere la nostra posizione nei confronti degli organi statali, questi ultimi proiettati sempre più verso il commissariamento della CRI”.

I PRINCIPI FONDAMENTALI. Il Movimento della Croce Rossa opera nel campo dell’aiuto umanitario sulla base di sette principi fondamentali comuni, adottati dalla XX Conferenza Internazionale della Croce Rossa svoltasi a Vienna nel 1965. Essi sintetizzano i fini del Movimento ed i mezzi con cui realizzarli: umanita’ (proteggere la vita e la salute e far rispettare la persona umana), neutralita’ (anche in tempo di conflitto armato, essa pone la sua struttura al servizio della collettività senza appoggiare o favorire gli interessi di alcuno Stato in particolare), imparzialita’ (la Croce Rossa non fa alcuna distinzione di nazionalità , di razza, di religione, di condizione sociale e appartenenza politica), indipendenza (la Croce Rossa è indipendente. Questo principio non si riferisce soltanto ai poteri pubblici ma a tutto ciò che può far deviare la Croce Rossa dai fini prepostasi), (la Croce Rossa è un’istituzione di soccorso volontaria e disinteressata”. Volontario è chi aderisce ad un’organizzazione di sua spontanea volontà, senza alcuna costrizione), unita’(in uno stesso Paese può esistere una ed una sola Società di Croce Rossa. Deve essere aperta a tutti ed estendere la sua azione umanitaria a tutto il territorio), universalita’ (la Croce Rossa è un’istituzione universale in seno alla quale tutte le Società hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente).

UN PO’ DI STORIA. Il primo “Comitato dell’Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra” si costituisce a Milano ad opera del Comitato Medico Milanese dell’Associazione Medica Italiana il 15 giugno 1864, ben due mesi prima della firma della Convenzione di Ginevra. Questo inizia subito la sua attività sotto la presidenza del dottor Cesare Castiglioni, il quale, due mesi dopo la costituzione del Comitato, viene chiamato a Ginevra, insieme ad altri delegati italiani, per esporre quanto fatto a Milano. Il 22 agosto 1864 viene sottoscritta, anche dall’Italia, la Convenzione di Ginevra. Il giorno 11 dicembre dello stesso anno si tiene, a Milano, un congresso in cui si approva il regolamento del Comitato di Milano come Comitato Centrale per il coordinamento delle attività dei costituendi nuovi comitati. Il 20 giugno 1866 l’Italia dichiara guerra all’Austria e le prime quattro “squadriglie” di volontari partono alla volta di Custoza. Da allora la è sempre presente e attiva nei conflitti che vedono impegnata l’Italia, sino alla II guerra mondiale. Nello stesso tempo si occupa della lotta alla tubercolosi e alla malaria. Crea stazioni, ambulatori e ambulanze antimalariche nelle Paludi Pontine, in Sicilia e in Sardegna, ed è presente durante l’alluvione nel Polesine del 1951 e durante la frana che ha colpito Sarno nel 1998.

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Scritto da Paolo Garrisi il 10 novembre 2007. Catalogato sotto Blognotes. Puoi seguire ogni commento a questo post attraverso il RSS 2.0. Ti invito a lasciare un commento e votare il post. Se vuoi condividi questo articolo con Facebook, Twitter e Google +1. Grazie;-)

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